Rallentare a tavola: perché con il farmaco è importante

Nell'articolo precedente abbiamo parlato della sazietà precoce e di come il corpo, con il farmaco, dica basta prima del solito. Il segnale di sazietà, però, non è istantaneo. I segnali che dicono "sono pieno" impiegano circa venti minuti per arrivare al cervello. Se in quei venti minuti si continua a mangiare velocemente, quando finalmente il segnale arriva è troppo tardi: si è già mangiato troppo, e lo stomaco, che adesso si svuota più lentamente, protesta.

Con il farmaco, imparare a mangiare lentamente diventa quasi obbligatorio. E questa è un'abitudine che resterà utile anche quando il medico deciderà di ridurre o sospendere la terapia.

Come funziona la masticazione

Masticare non è solo un gesto meccanico. Quando si mastica a lungo, il cibo si mescola con la saliva e la digestione comincia già in bocca, prima ancora che il cibo arrivi allo stomaco. Masticare bene significa digerire meglio, e digerire meglio significa meno nausea, meno pesantezza, meno episodi di malessere dopo i pasti.

In più, una masticazione accurata richiede più tempo, e quel tempo è esattamente quello che serve al cervello per ricevere i segnali di sazietà. Si mangia meno non perché ci si limita, ma perché ci si accorge in tempo di essere sazi.

La tecnica della posata sul piatto

Un metodo semplice ed efficace è questo: dopo ogni boccone, appoggiare la posata sul piatto. Non tenerla in mano mentre si mastica. Posarla, masticare con calma, e solo quando si è deglutito riprendere la posata per il boccone successivo.

Sembra un dettaglio insignificante, ma nella pratica cambia tutto. Il pasto si allunga di dieci, quindici minuti. Il cervello ha il tempo di ricevere i segnali. Lo stomaco non si trova sotto pressione. E il pasto smette di essere una corsa: ci si prende il tempo di gustare ogni boccone senza fretta.

Qualche accorgimento in più

Bere un sorso d'acqua tra un boccone e l'altro può aiutare a rallentare ulteriormente il ritmo, senza però esagerare con l'acqua: troppa acqua durante il pasto diluisce i succhi gastrici e rende la digestione più lenta e faticosa. Se si mangia in compagnia, la conversazione è una pausa naturale tra i bocconi. Se si mangia da soli, mettere via il telefono e spegnere la televisione elimina la distrazione che porta a mangiare in automatico. Meglio accompagnare il pasto con la radio o leggendo un libro: il ritmo rallenta da solo, e mangiare diventa un momento piacevole.

Sono piccole modifiche, ma con il farmaco che già rallenta lo svuotamento gastrico, rallentare anche il proprio ritmo a tavola significa meno disagio, più piacere e risultati migliori.

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